Conferenza a Volpiano (TO): L’Alchimia e il Principe di Sansevero

Sabato 19 Febbraio - Via Trieste,1 Volpiano (TO) - Sala Polivalente Ore 20:30

La serata è organizzata dalle Loggie Ankus di Caselle e Arcadia di Napoli, dal Grande Oriente d’Italia e Collegio Circoscrizionale dei Maestri Venerabili del Piemonte e Valle d’Aosta in collaborazione con il Circolo Culturale Tavola di Smeraldo e l’associazione Culturale
Simmetria di Roma.

Una fucina di grandi esperti e cultori di simbologia tradizionale, esoterismo e cultura massonica colmeranno la serata che si
svilupperà in un percorso conoscitivo legato alla storia della massoneria italiana, l’illuminismo del XVIII secolo e l’alchimia, l’arte di
trasformare il piombo in oro.
La serata inoltre ha la peculiarità di esser presentata da importanti esponenti della massoneria piemontese appartenenti al Grande Oriente d’Italia, una delle più grandi istituzioni massoniche d’Europa: prenderanno parte alla conferenza Enrico Consonni, ex Maestro
Venerabile della Loggia Ankus di Caselle Torinese e Marco Jacobbi, presidente del Collegio dei Maestri Venerabili del Piemonte e della
Valle d’Aosta.

Rossella Carluccio
Circolo Culturale Tavola di Smeraldo
www.tavoladismeraldo.it

La Camera da’ OK ai fondi di ricerca sul medioevo

L’Aula della Camera ha approvato la legge sulla concessione di contributi per il finanziamento di attivita’ di ricerca sulla cultura latina del medioevo europeo.

Esprimendo grande soddisfazione per l’esito della votazione, il sottosegretario Francesco Giro, ha spiegato: “Con questo provvedimento verra’ concesso un significativo sostegno per un settore cosi’ importante della nostra cultura.
Un contributo speciale annuo di 600mila euro sara’ destinato a favore della Societa’ internazionale per lo studio del Medioevo latino (SISMEL), un altro di 450mila per la Fondazione Ezio Franceschini, entrambi con sede a Firenze. Altri istituti beneficiari saranno l’Istituto storico italiano per il Medioevo di Roma con un contributo di 500mila euro e il Centro italiano di studi sull’alto Medioevo con sede a Spoleto con 450mila euro. Infine, a favore dell’Edizione nazionale dei testi mediolatini d’Italia, e’ stato previsto un contributo ordinario annuo di 70mila euro”. Il testo passera’ ora al Senato.

Resoconto dell’assemblea: Discussione della proposta di legge: Barbieri ed altri: Concessione di contributi per il finanziamento della ricerca sulla storia e sulla cultura del medioevo italiano ed europeo (A.C. 2774-A) (ore 19,55).

Fonte: AGI

Milano: Mostra su Dante, l’Islam e quel Medioevo capace di dialogare

Una piccola e interessantissima mostra allestita alla Biblioteca di via Senato fino al prossimo 27 marzo e collegata a quella più ampia di Palazzo Reale sull’arte islamica, mette a tema i rapporti tra Dante e l’Islam.

L’intento è quello di documentare come la cultura islamica fosse diffusa in tutta l’Europa medievale e come ciò sia testimoniato nella Divina Commedia. La civiltà europea si è formata certamente dall’incontro del cristianesimo con la tradizione greca e romana, ma è stata anche permeata dalle correnti di pensiero ebraico e arabo.

Ai tempi di Dante i rapporti tra mondo cristiano e mondo musulmano erano stretti in tutta l’area mediterranea, a dispetto delle feroci guerre di religione che la insanguinarono.
Nel Duecento due uomini incarnarono quest’opera di contaminazione culturale: Federico II di Svevia, lo stupor mundi, con la sua corte modellata su quelle arabe, e Alfonso X di Castiglia, la cui corte fu il principale luogo di assimilazione, traduzione e trasmissione della filosofia e della scienza dei Mori.

Dante cita molti nomi legati al mondo musulmano: Maometto, il Saladino, Avicenna, Averroè, Brunetto Latini, Pietro Ispano e mostra di conoscere le opere di filosofi e scienziati appartenenti a quella cultura.

La mostra si articola in tre sale, modulate sulle tre cantiche della Commedia: la prima, molto scura, simula il fuoco che arde i dannati, la seconda con un lungo corridoio in penombra introduce al terzo spazio, luminosissimo e aereo.

Fonte: Sussidiario.net

Robin Hood, in difesa di Sherwood rivolta contro lo sceriffo Cameron

Vogliono vendere i boschi. E più che una storia cattiva è una cattiva storia. Ci mettono dentro ogni cosa, come se fosse un enorme sacco della spazzatura dove si possono infilare i pezzi migliori della Gran Bretagna.
La Foresta di Sherwood, quella di Robin Hood, nel Nottinghamshire, con la sua ultra centenaria Quercia Maggiore e le leggende di alchimisti, druidi e mangiatori di fuoco. Oppure parti dell’altopiano triangolare della Foresta di Dean, nel Glouchestershire, dove re e principi vanno a caccia dal 1066 e gli alberi hanno mille anni.

«La testimonianza che Dio esiste», garantisce l’Arcivescovo di Canterbury. In ogni caso, inarrivabili favole per turisti. Solo a Sherwood ne passano cinquecentomila ogni anno. «Saremo il Governo più verde della Gran Bretagna», aveva giurato David Cameron. Era maggio, campagna elettorale. Per lui era più facile parlare di un mondo migliore che di uno da spremere. Gli stessi giorni in cui Nick Clegg diceva: «Per aumentare le rette all’Università dovranno passare sul nostro cadavere». Arrivati a Downing Street hanno scoperto che il buco di bilancio era più importante di vecchi paradisi condivisi e di fragili promesse. Hanno drasticamente tagliato il budget di ogni singolo ministero. «Trovate voi un modo per fare tornare i conti».

Vale tutto? «Vale tutto». Carolin Spelman, ministro dell’Ambiente, ci ha rimesso il 30% dei quasi tre miliardi solitamente disponibili per il suo dicastero. Ci ha pensato un attimo, poi ha scelto una strada che aveva già imboccato Major negli Anni 90. «Il 18% del verde pubblico è nostro. Ne vendiamo la metà entro il 2020 e recuperiamo trecento milioni». Privatizzare. La parola magica di chi è con l’acqua alla gola. «Lo Stato è titolare di 250 mila ettari di terreni e di 1.500 di foreste. Mettiamole all’asta».

Fonte: LaStampa

Uri, accordo con l’Università di Sassari per uno studio archeologico

URI. Un protocollo d’intesa per la crescita di Uri. Questo l’obiettivo dell’accordo siglato dal sindaco Giovanni Biddau con il Dipartimento di Storia dell’Università degli Studi di Sassari per lo svolgimento e la direzione scientifica di un “Progetto di ricerca sugli insediamenti medievali nel territorio comunale di Uri”.

Il progetto di ricerca triennale è stato affidato al professore Marco Milanese, ordinario di Archeologia Urbana e Medievale a Sassari e già docente di Archeologia Medievale nelle scuole di specializzazione in Archeologia delle Università di Cagliari e Pisa.

Marco Milanese nel condurre le sue indagini storiche - si legge in un comunicato - utilizzerà le più avanzate metodologie archeologiche ed informatiche. In questa fase di ricerca non verranno effettuati scavi nel territorio comunale. L’approccio multidisciplinare con documenti, ricerca sul campo e approfondimenti mirati mediante lettura geofisica in siti di particolare interesse, permetteranno, alla conclusione del lavoro, di disporre di un soddisfacente quadro storico-archeologico degli insediamenti medievali presenti nel territorio di Uri.

Fonte: Sassarinotizie.com

Carnevale medievale a San Casciano (FI)

Carnevale medievale di San Casciano (FI)Oltre cinquecento sancascianesi faranno parte della sfilata storica condotta da Castruccio Castracani.

Un intero paese coinvolto nell’organizzazione del Carnevale sancascianese. Che anche quest’anno sarà rigorosamente di ispirazione medievale… Costumi, tradizioni, giochi, gastronomia, mercatini, spettacoli in piazza e per le vie del centro storico: tutto a San Casciano, comprese le facciate delle abitazioni vestite a festa con i simboli delle cinque contrade, rievocherà le atmosfere del passato. E’ in arrivo la seconda edizione del Carnevale medievale, promossa dal Comune, in collaborazione con Pro Loco e Banca del Chianti fiorentino e Monteriggioni e numerose associazioni locali.

Una festa cittadina che coinvolgerà oltre cinquecento sancascianesi, protagonisti della tradizionale sfilata e delle prove di abilità in cui si cimenteranno i campioni e gli eroi delle cinque contrade di San Casciano: Cavallo Gallo, Giglio, Leone, Torre. Su questo palcoscenico, sospeso tra mito, leggenda e storia - non a caso la parata del Carnevale sarà guidata dal condottiero Castruccio Castracani che assediò il borgo di San Casciano nel quattordicesimo secolo, il sipario si alzerà domenica 6 marzo. Ma già da venerdì 4 i colori delle maschere sancascianesi potranno accendersi e lo faranno nel nome della solidarietà. Questo grazie alla festa in costume che i Cinquecento in banda organizzeranno nell’area del Parco del Poggione con l’intento di devolvere l’incasso a favore dell’associazione di volontariato Auser di San Casciano.

il ricco programma delle iniziative, che quest’anno si propone di coinvolgere anche i più piccoli con attività didattiche e spettacoli, prenderà il via alle ore 14 e si snoderà fino a sera negli spazi della biblioteca comunale, in piazza Pierozzi, nell’arena entro le mura, dove sarà allestito un mercatino medievale, in piazza delle Erbe, nei giardini del Piazzone e per le vie del centro. I campioni dovranno dare il meglio di sé per conquistare i cinque membri di una giuria artistica di alto profilo. Dovranno affrontare anche una prova in più rispetto allo scorso anno: il tradizionale tiro alla fune. Quanto ai giudici, saranno alcuni giornalisti ed esperti del settore, tra cui il presidente del Calcio storico fiorentino Michele Pierguidi, ad esprimere valutazioni sulla gara che sarà seguita anche da una giuria tecnica. La manifestazione potrà contare inoltre sulla preziosa collaborazione di numerose associazioni locali tra cui Laboratorio Amaltea, Teatro dei Piccoli Passi, Auser, Lupo rosso, Oratorio della Parrocchia di Santa Cecilia a Decimo. Info: 055 8256235, sancamedioevale@gmail.com.

Fonte: MET - News dalle Pubbliche Amministrazioni della Provincia di Firenze

Feste medievali a Monforte San Giorgio (Messina): gran galà equestre, giostra della Katàbba e corteo storico

Le manifestazioni si svolgeranno nei giorni 15, 16, 22, 23, 29, 30 gennaio e 5 febbraio e rievocheranno l’ingresso di Ruggero il normanno a Monforte.

Prenderanno il via sabato 15 gennaio le feste medievali a Monforte San Giorgio, che culmineranno sabato 5 febbraio 2011 nella sfilata storica.
Saranno giornate dal sapore medievale nello scenario naturale in cui l’intero paese rivive l’ingresso del conte Ruggero il normanno e la liberazione del centro tirrenico dalla dominazione araba.

Il tutto all’ombra della “katàbba”, un’affascinante sonata tradizionale eseguita dal campanile della chiesa di Sant’Agata dal succedersi di ritmi realizzati da campane e tamburo.

L’apertura delle giornate medievali vedrà la lettura del bando e l’inaugurazione del “banco del cambio-conio” della moneta medioevale.
Con questo conio sarà possibile degustare prodotti tipici nel borgo, naturalmente previo cambio con l’euro all’ingresso.

Mostra mercato, artisti di strada e giocolieri, musicisti, mangiafuoco, danzatrici, dame e cavalieri animeranno gli angoli più

caratteristici del paese e guideranno alla scoperta del suo patrimonio artistico.
Varie le proposte nello stand gastronomico e nei ristoranti locali dove, per l’occasione, trionferanno le ricette medievali presentate negli appositi menù.
Nel ritmo frenetico che segna tuttora la vita delle tradizioni a Monforte San Giorgio, c’è uno scampanio speciale che riporta ai normanni, dal nome curioso: la “katàbba”, conosciuta come “campanata e tammurinata di Sant’Agata”.

Due fedeli, uno esperto nel suono del tamburo e l’altro in quello delle campane, rispettivamente Piero Catanese e Giovanni Giorgianni (un’ora prima dell’alba e un’ora dopo il tramonto) salgono sulla torre campanaria della chiesa di Sant’Agata e danno inizio al suono congiunto della campana e del tamburo.

Il ritmo viene gelosamente tramandato da padre in figlio. Secondo la tradizione, il suono, con i suoi cambi di tonalità, intensità e ritmo, sta a ricordare quanto avvenne a Monforte nella seconda metà dell’undicesimo secolo. Ruggero il normanno, dopo la liberazione di Troina e la famosa battaglia di Cerami, forse diretto verso Rometta, passò da Monforte e liberò il territorio dalla dominazione saracena.
La “katàbba” inizia con l’imitazione del passo del cavallo del messaggero che annuncia l’arrivo del liberatore e continua con il passo del cammello, simbolo della presenza araba, cavalcato da Ruggero ed, in un crescendo ritmico, viene imitato il galoppo dei cavalli dell’esercito conquistatore che arriva e la fuga disordinata e senza mèta degli infedeli che scappano.

Poi il suono festoso rappresenta la folla che inneggia al principe liberatore. La tradizione si legò alla grande devozione che nutrono i monfortesi nei confronti della compatrona Sant’Agata, festeggiata solennemente con una processione tradizionalmente partecipata.

Comunicato: http://www.messenia.com/comuni/img/comune/allegato/manif163_506.pdf

Fonte: Tempostretto.it