Tortura e stato di coscienza, intervista a Marilia BOGGIO MARZET, in occasione del convegno “La Stregoneria nelle Alpi Occidentali” di Levone (TO)

INTERVISTA ALLA DOTT.SSA MARILIA BOGGIO MARZET

Nata a Torino il 12.02.1952, laureata in Filosofia a indirizzo psicologico presso l’Università degli studi di Torino, consegue la seconda Laurea in Psicologia presso L’Università degli Studi di Padova; psicoterapeuta, psiconcologa, lavora presso la ASL TO4. Da sempre interessata alle dinamiche relazionali e allo studio delle problematiche dell’età evolutiva, si avvicina alle tecniche ipnotiche come strumento terapeutico e consegue il Master in Ipnosi Clinica presso la scuola del Prof Granone a Torino.

Dottoressa Boggio, da quali basi è partita per affrontare la tematica che ci porterà al Convegno di Levone?

Analizzando il significato etimologico del temine “tortura” e cioè dal latino tortus, participio passato di torquere ossia tormentare le membra torcendole e dal significato psicologico e cioè il procedimento atto a ledere l’integrità fisica e/o mentale di un soggetto per un secondo fine avrò la possibilità di esporre una importante analisi che ho compiuto negli ultimi anni a riguardo della mistificazione medievale secondo la quale si è sempre introdotta la tortura sotto l’appellativo di punizione per giungerne a negarne l’uso. Procederò quindi esaminando la “tortura psicologica” come strumento particolarmente raffinato per intaccare l’integrità psico-fisica dell’individuo.

Quale ruolo ha avuto la sua formazione in ipnosi clinica nell’ambito di questi studi compiuti all’interno di una materia apparentemente così distante dal ruolo dello psicologo moderno ovvero la stregoneria medievale?

La distanza fra il campo di applicazione della psicologia oggi e gli studi sulla stregoneria nel medioevo è soltanto apparente. Purtroppo le fonti medievali sono scarsissime e pressoché inesistenti ma possiamo operare una utile estrapolazione di cosa poteva accadere durante una tortura analizzando ciò di cui disponiamo oggi. Tutto sommato gli esseri umani non sono molto diversi se analizziamo le dinamiche esistenti fra aguzzino e vittima: che si tratti di episodi occorsi nell’operazione Iraq Freedom o in una prigione del XV secolo, le dinamiche intrapsichiche sono le stesse, cambia soltanto la cornice contestuale ideologica. Occorre operare uno sforzo mentale depurando il setting medievale da tutte le interferenze storiche ed analizzare soltanto gli atti di violenza compiuti e le possibili reazioni delle vittime.

Indubbiamente tale operazione non risulterà facile e soprattutto comprensibile ad una prima analisi. Le motivazioni filosofiche e teologiche sono diverse, il contesto politico cambia, le dinamiche sociali sono molto differenti… detto ciò una vittima rimane una vittima, un aguzzino è pur sempre un aguzzino e ciò che li lega è la tortura, nel significato etimologico espresso in precedenza.

Con queste non semplici premesse, ecco che l’analisi dei livelli di coscienza raggiunti in determinate situazioni di “emergenza” dalla nostra mente possono essere paragonati benissimo a auto ipnosi, veri e propri stati di trance.

Ringraziamo la Dott.ssa Boggio e le diamo appuntamento a Domenica 10 Aprile alle 11:30 in Sala del Convegno c/o Parco Villa Bertot, Piazza Giacoletto a Levone (TO)

medievale.it

Levone (TO): “La Stregoneria nelle Alpi Occidentali” Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta, 2° Convegno Interregionale

Levone (TO), 9 e 10 Aprile 2011

Introduzione del Presidente Dr. Sandy Furlini
Non è facile oggi dar vita ad eventi culturali interessanti: grazie ad Internet la circolazione delle informazioni ha raggiunto livelli impensabili ma ha anche ridimensionato la dinamica del confronto, relegando i più alla propria scrivania, troppo spesso confinandosi in territori molto personali in cui scarse sono le possibilità di condividere con gli altri i pensieri, le opinioni, i punti di vista e i propri percorsi esperienziali. Ecco cosa manca oggi, l’esperienza ovvero la conoscenza del mondo attraverso la vita quotidiana. Ma nella quotidianità ci sono anche gli altri, inesauribili fonti di implementazione del proprio sapere… se solo ce ne ricordassimo più spesso…

Il 2° Convegno sulla Stregoneria nelle Alpi Occidentali vuole assumere proprio un ruolo esperienziale: per un giorno e mezzo si alterneranno dibattiti, relazioni e momenti di confronto con esperti ma anche fra i convenuti, al fine di costruire una più adeguata conoscenza delle tematiche affrontate, svincolati dal solito e freddo video del PC… guardandosi negli occhi. In quest’ottica vogliamo lanciare una ulteriore sfida: portare al tavolo dei relatori momenti di spunto per una riflessione che si spinga ben oltre la semplice per quanto importantissima dimensione storica. La sfera antropologica assumerà un ruolo dominante per tutto lo svolgimento del convegno ma vi saranno spunti di approfondimento molto arditi, primo fra tutti la relazione sulla Tortura condotta dalla Dott.ssa Marilia Boggio Marzet. Come coniugare uno psicologo moderno con le dinamiche storico antropologiche dei secoli dell’Inquisizione? Non si corre il rischio di inebriarsi di inutili e macchinosi voli pindarici, coniando, nella migliore delle ipotesi, una o più forme di interpretazione anacronistiche o quanto meno incongruenti? La Dott.ssa Boggio ha accettato la sfida ed ora la lanciamo a tutti voi, in queste poche righe di preparazione al convegno, nella speranza di stimolare le vostre menti e la vostra conoscenza ad un edificante confronto nella sala del convegno a Levone, il 9 e 10 Aprile prossimi.

PROGRAMMA DEL CONVEGNO

SABATO 9 APRILE

Ore 16:30 Saluto delle Autorità
Sindaco di Levone: MAURIZIO GIACOLETTO
Assessore alla cultura Provincia di Torino: UGO PERONE
Sindaco di Saint Denis: FRANCO THIEBAT
Sindaco di Triora: MARCELLO LANZA
Apertura dei Lavori SANDY FURLINI
Proiezione del cortometraggio “Heresìa” di Andry Verga
Nuovi risvolti sul processo per stregoneria a Levone 1474. Pierluigi BOGGETTO
La genesi medievale della Caccia alle streghe : a proposito della leggenda rosa dell’Inquisizione. Paolo PORTONE
Ore 19:00 Aperitivo
Rievocazione storica del “Processo e rogo alle masche di Levone” a cura dei gruppi storici “Il Mastio” di Chiaverano (TO) e “Dulcadanza” di Magnano (BI)
Ore 20:30 Cena Medievale con intrattenimento
Ore 23:00 Escursione notturna alla scoperta del paesaggio levonese in compagnia di Pierluigi Boggetto e Massimo Centini

DOMENICA 10 APRILE

Ore 10:00 Prima sessione Stregoneria e l’arte della cura
Etnomedicina: uno sguardo antropologico. Antonio GUERCI
Le erbe delle streghe. Paolo CAVALLA
Ossa e pelli: riti sciamanici tra le streghe di Levone? Massimo CENTINI
Tortura e stato di coscienza. Marilia BOGGIO MARZET
Ore 12:30 Pausa pranzo
Ore 15:00 Seconda sessione Antropologia della strega e della montagna
La casa degli dei: antropologia della montagna. Massimo CENTINI
Pratiche magiche nell’Alessandrino tra XVI e XVII secolo. Gian Maria PANIZZA
Stregoneria e cultura montana in Valle d’Aosta. Silvia BERTOLIN
La strega nella storia e nella cultura moderna. Katia SOMA’

CONTATTI

SEGRETERIA ORGANIZZATIVA
Circolo Culturale Tavola di Smeraldo
Via Carlo Alberto n°37 10088 Volpiano (TO)
Mail: tavoladismeraldo@msn.com
web: www.tavoladismeraldo.it
Rivista ufficiale: IL LABIRINTO – mail: redazione@tavoladismeraldo.it
Presidente: Dr. Sandy Furlini / Info: 335-6111237

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Medioevo in Libreria 2010-2011, Conferenze ed eventi, il 26 marzo la sesta giornata

Ciclo di conferenze, eventi e visite guidate
IX Edizione

Sabato 26 marzo 2011 si svolgerà la sesta giornata del ciclo di conferenze, eventi e visite guidate “Medioevo in Libreria 2010-2011″ con il seguente programma

Ore 11,00: Il Medioevo corre sull’acqua. Visita guidata alla Cascina di Donato del Conte a Gaggiano (MI). Ritrovo all’ingresso. Biglietto 5,00 Euro.
La Cascina di Donato del Conte richiama alla memoria la sfortunata vicenda del proprietario, generale della fanteria ducale, sospettato nel 1477 di congiura ai danni di Cicco Simonetta e rinchiuso nei «forni» di Monza, dove morì tentando la fuga. Annesso alla cascina è un oratorio* gotico dalla struttura in cotto e facciata su cui sono apposte la data (1482) e un’iscrizione latina.

Nel pomeriggio presso lo Spazio Eventi della Libreria Feltrinelli di Via Manzoni, 12 a Milano (ingresso libero):

Ore 15,30: Medioevo Movie. Viaggio nel Medioevo filmato. Proiezione del DVD “La Biblioteca Malatestiana”. A cura di Italia Medievale

Ore 16,00: Mario Ascheri, Università di Roma Tre:La battaglia di Monteaperti (1260).

La battaglia di Montaperti si svolse a Montaperti (Siena) il 4 settembre 1260 tra Firenze e Siena. L’aver anzitempo vaticinato la vittoria ghibellina portò grande celebrità, tra i contemporanei, all’astronomo Guido Bonatti, che lavorava all’epoca tra le due città toscane.

Mario Ascheri (Ventimiglia, 7 febbraio 1944) è uno storico italiano.
Attualmente insegna Storia del diritto medievale e moderno nella Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Roma Tre dopo aver insegnato a Sassari e a Siena (dove è ancora supplente di Storia del diritto processuale).
È nel direttivo di molte riviste storiche italiane (come l’Archivio storico italiano, dove nel 2008 compara una discussione tra tre storici sul suo volume sulla città-Stato) e straniere. È uno specialista di storia della giustizia e della giurisprudenza medievale e moderna, oltreché dei Comuni italiani, largamente noto all’estero per i suoi lavori specialistici sui ‘consilia’ e i manoscritti giuridici basso-medievali; recentemente ha pubblicato lavori più generali su alcune categorie storiografiche (consuetudine, giurisdizione, oligarchia ecc.)

Tracce di architettura templare nel Cast(el)lo S.Aglo nel territorio di Aquila, verso un restauro delle finiture murarie e degli iconemi nelle strutture murarie

Recensione di Stefano Antonetti, direttore tecnico nella SAAR, MIbac.

Tracce di architettura templare nel Cast(el)lo S.Aglo nel territorio di AquilaL’Autrice, arch. Flavia Festuccia, nel libro “Tracce di architettura templare nel Cast(el)lo S.Aglo nel territorio di Aquila..” ha descritto i caratteri stilistici e costruttivi di un castello, quello di Castel S.Angelo ora in provincia di Rieti, al fine di arrivare a documentare materialmente un sito finora sconosciuto, sia sotto l’aspetto dell’attribuzione dei caratteri architettonici sia del passato storico, ripercorso attraverso l’attenta comparazione degli elementi architettonici, scultorei e pittorici presenti, con quelli individuati in altri siti templari e cistercensi in Italia, Francia e Spagna.

L’esame dei caratteri stilistici è validamente supportato dai rilievi architettonici e dalla documentazione d’archivio citata. Il libro riporta immagini inedite di interni ed esterni di edifici – in gran parte privati -presenti nel sito , nonché rilievi grafici e fotografie d’archivio, spesso documentazione tratta dalla tesi di laurea e specializzazione dell’Autore.
Dopo un’introduzione sul templarismo in Abruzzo e sull’importanza della conservazione e del restauro dei centri storici al fine della trasmissione alle generazioni future dei caratteri peculiari dell’architettura locale, l’Autrice si sofferma sul monumento principale, l’antica Sala dei Cavalieri ( Chiesa di Santa Maria della Porta) esaminandone la storia, la struttura architettonica e la simbologia.
Effettua dei confronti tipologici con i castelli della Francia e della Spagna per poi arrivare all’individuazione dei caratteri stilistici e tipologici riconducibili all’arte templare, meglio specificati nel capitolo “La simbologia nell’abitato”.

La presenza degli Angiò nell’abitato comportò sicuramente l’utilizzo di maestranze provenienti per formazione dalla Francia ed operanti nel territorio di L’Aquila.
La complessa iconologia, rilevata negli antropomorfismi decorativi presenti negli intagli delle pietre strutturali delle costruzioni, censiti dall’Autrice e confrontati con analoghe rappresentazioni presenti nel Mezzogiorno francese, rimandano indiscutibilmente al complesso mondo di scambi culturali instauratosi con le Crociate attraverso il veicolo dei templari.
La presenza di raffigurazioni di angeli, di cui la più esplicativa è quella dell’angelo coronato e turrito, si rilega, non casualmente alla leggenda del trasporto della Casa della Vergine a Loreto, nelle Marche, da parte di alcuni cavalieri, spesso identificati dalla tradizione agiografica, con degli angeli.

Sempre al mondo mistico-sacrale si ricollegano le numerose raffigurazioni dell’Ostia Consacrata, individuata da dischi raggianti e contenenti il trigramma IHS, interpretato comunemente nell’acronimo Ihesus Hominum Salvator di S.Beranardino (a l’Aquila) , ma più probabilmente derivato dal più antico gruppo sillabico IHE – SUS, cioè le prime tre lettere del nome di Cristo, poste sull’Ostia per connotarne la natura, sin dal medioevo utilizzato da S.Bernardo da Chiaravalle, fondatore dell’ordine templare.
Tali rilievi sono spesso associati ad insegne di mestieri con cui, in almeno un caso, formano dei possibili testi letterari.

Trattasi, insomma, di un complesso abaco iconografico la cui lettura costituisce l’interpretazione della vita quotidiana degli abitanti del luogo: una sorta di esposizione figurata che rimanda a contatti d’oltremare sia verso il sud della Francia che verso oriente, la Terrasanta.
A testimonianza storica dell’appartenenza dell’Universitas degli abitanti locali al Distretto di Aquila nel secolo XVI, si riporta un Capitolo affrescato, individuato durante il lavoro di Tesi di specializzazione in Restauro dei Monumenti, fornendone la trascrizione, traduzione e proposta per un restauro che, vista la situazione attuale, come documentato dalle fotografie, rappresenta un’esigenza primaria improcrastinabile per la sua conservazione.
Il presente lavoro costituisce pertanto un’indagine accurata sull’appartenenza/presenza della “comunità locale delle origini” insediatasi nel territorio, ad un tipo di maestranze provenienti dalla Francia legata anche alla presenza di templari lungo la Via Salaria per L’Aquila, presenza già individuata lungo la Statale 17 da altri autori ma scoperta per la prima volta da Flavia Festuccia lungo tale direttrice.

Il testo insomma da una parte mette in luce una possibile forte presenza templare nel Castrum e dall’altra pone all’attenzione del lettore, in una visione più ampia l’importanza del restauro delle finiture murarie e degli iconemi nei centri storici, avvalorando una concezione del restauro che superi la vecchia panacea dei piani di recupero, soluzione adottata per il recupero dei centri abitati degadati, basati su una legislazione ormai desueta che spesso prevede tecniche non conservative e non osservanti della facies architettonica degli edifici storici; tali considerazioni sul restauro sono particolarmente rivolte a tutti quei centri storici, L’Aquila compresa che dovrebbero essere oggetto di un attento restauro e consolidamento.

Monteriggioni: Festa Medievale 2011 dedicata ai temi della guerra e della pace

Festa MonteriggioniMonteriggioni si prepara all’edizione numero ventuno della Festa Medievale. A luglio, nei due fine settimana dall’8 al 10 e dal 15 al 17, la fortezza turrita tornerà ad animarsi di suggestioni antiche richiamando visitatori da tutta Italia e un buon numero di turisti stranieri. Negli ultimi anni, il numero degli ingressi si è attestato intorno ai 20mila e preparare la festa è sempre più impegnativo per mantenersi all’altezza della fama ormai acquisita. L’Amministrazione Comunale continuerà ad affidare la gestione alla propria società, la srl Monteriggioni Anno Domini 1213, che curerà tutti gli aspetti organizzativi e promozionali e che in questi giorni sta mettendo a punto il programma degli spettacoli.

A differenza che nel passato, per il 2011 il Comune ha chiesto alla propria società di avviare per tempo la ricerca degli spettacoli adeguati, anche attraverso la sollecitazione verso l’esterno di proposte che infatti sono arrivate numerose. La valutazione delle proposte pervenute punta a confermare la qualità della manifestazione ma anche a innovarla per renderla sempre accattivante e attraente.

Mentre gli spettacoli continueranno a svolgersi sia fuori che dentro la cinta muraria, il tema di quest’anno sarà la guerra e la pace, fra il tredicesimo e il sedicesimo secolo: uno sguardo sul medioevo senese caratterizzato dall’alternanza fra le vicende militari e quella delle vita civile. Un’altra novità sarà quella del direttore artistico, che sarà ben distinto dalle compagnie di spettacolo per garantire meglio la magia della Festa di Monteriggioni e cioè quella di non essere una mera rassegna di spettacoli, bensì un flusso continuo di eventi grandi e piccoli, legati fra loro, in modo da circondare i visitatori con un’atmosfera unica e intrigante per tutta la loro permanenza nel castello.

La selezione delle proposte riguarderà sia i partner per lo studio, l’ideazione e la progettazione delle attività di comunicazione e pubblicità dell’evento, sia le idee di intrattenimento, spettacoli, rievocazioni storiche, con particolare attenzione ai bambini e infine gli espositori per l’allestimento del mercato medievale all’interno delle mura del castello nelle date della manifestazione.

“Nel prato erboso sottostante le mura - anticipa l’assessore alla cultura, Rossana Giannettoni - vorremmo fosse ricostruito l’assedio al castello, corredato da un accampamento militare e da attività didattiche per i più piccoli. Nelle aree interne al circuito murario, oltre agli spettacoli principali, l’animazione dovrà essere sviluppata attraverso intrattenimenti teatrali e musicali itineranti, nonché con la messa in scena di situazioni di vita quotidiana di tutto ciò che l’immaginario e la ricerca storica riescono ad evocare per quel periodo. Alla società Monteriggioni A.D. 1213 stiamo chiedendo di fare uno sforzo straordinario per mantenere il prezzo di ingresso sui livelli degli anni scorsi, differenziandosi in questo da altre grandi manifestazioni culturali toscane che invece lo hanno sensibilmente aumentato, e inoltre la Festa dovrà autofinanziarsi senza pesare sul Bilancio del Comune, su cui pesano i costi della emergenze sociali e i tagli del Governo”.

Fonte: Valdelsa.net

Umbria: Centro Studi Europeo di Musica Medioevale, promozione della musica e delle bellezze artistiche umbre

Riparte l’attività del Centro Studi Europeo di Musica Medievale “Adolfo Broegg”: un calendario mirato alla promozione e formazione della musica medievale, ma anche alle bellezze storico-artistiche umbre

Riparte l’attività del Centro Studi Europeo di Musica Medievale “Adolfo Broegg”, con un ricco calendario annuale che comprende seminari, convegni, conferenze-concerto, lezioni-concerto, corsi e mostre dedicate alla formazione della musica medievale. Questa mattina l’Ensemble Micrologus in collaborazione con il Comune di Spello ha presentato alla stampa il calendario del 2011, svelando iniziative di elevata qualità, grazie alla presenza di insegnanti noti a livello internazionale, che si integrano con il territorio attraverso la musica e l’arte umbra. “L’albero che abbiamo metaforicamente piantato lo scorso anno - ha spiegato Gabriele Russo del Micorlogus - ha messo le sue radici dopo un anno di vita. La risposta all’esterno è stata positiva e quest’anno riproponiamo un calendario con cadenza mensile che comprende diverse attività”. Ha spiegato Patrizia Bovi del Micrologus: “Il calendario delle attività è caratterizzato da un radicamento sul territorio, che comprendono non solo la conoscenza e lo sviluppo delle formazione alla musica medievale, ma anche quello delle bellezze storico-artistiche umbre”, mentre Goffredo degli Esposti del Micrologus ha messo in evidenza l’importanza di poter effettuare dei corsi proprio nei luoghi dove è stata creata questa musica.

Il Centro studi si conferma dunque come “uno spazio che vuol diventare un polo culturale - ha spiegato l’assessore alla cultura Liana Tili” - un motore della vita culturale in collegamento tra diversi ambiti, in grado di costruire una rete sul territorio, senza sfruttare ma valorizzando le risorse esistenti”. Una questione che è stata sottolineata anche dal sindaco Sandro Vitali: “Vorremmo creare un progetto che comprenda percorsi, progetti ed itinerari che coinvolgano anche gli altri comuni che sono interessati alla promozione del patrimonio medievale.
Per quanto riguarda il ricco calendario delle attività 2011 del centro studi, è già in svolgimento il seminario “Alleluja Pascha Nostrum” sotto la guida di Ulrich Pfeifer che si concluderà con una sacra rappresentazione che farà parte integrante dei riti del Venerdì Santo e della Pasqua. Sono in programma corsi, seminari, conferenze e lezioni concerto in tema di iconografia musicale (Pier Maurizio Della Porta), arpa medievale (Leah Stuttard), ghironda (Marcello Bono e Valentin Clastrier) in collaborazione con ResonArs, canto medievale (Ulrich Pfeifer, Patrizia Bovi) viella e ribeca (Gabriele Russo), flauti (Goffredo Degli Esposti), organetto (Guillermo Pérez), percussioni (Massimiliano Dragoni), alta cappella, ovvero ensemble di strumenti a fiato (Ian Harrison), danza (Veronique Daniels), sugli strumenti a plettro, ovvero cetra, chitarrino, mandolino cremonese, mandola, mandolino napoletano barocco e moderno (Mauro Squillante) tra cui un evento sulla cetra (Crawford Young) in collaborazione con l’Associazione E Voce Du Comune in Corsica e l’Associazione Musikè di Bari. Novità di rilievo il ciclo di conferenze sulla liuteria, ovvero la costruzione di strumenti musicali (Vincenzo Cipriani), il soggiorno di studio “Musica e arte in Umbria”, in collaborazione con la “Lute Society US Cleveland” (USA),con il corso di liuto tenuto da Crawford Young con visite alle più importanti sedi artistiche nei dintorni di Spello; il seminario sulle voci femminili del Manoscritto Q. 11 dal museo della Musica di Bologna, con saggio concerto finale, tenuto da Alessandra Fiori con Patrizia Bovi. Iniziativa di spicco sarà inoltre la conferenza concerto sulla musica di Niccolò da Perugia, importante per la riscoperta e la valorizzazione del patrimonio artistico dell’Umbria. E’ in programma una collaborazione con il Festival “Segni Barocchi” di Foligno, sul tema del saltarello tradizionale e storico dal medioevo al barocco, con un convegno ed un seminario.

A fine anno avrà luogo una nuova edizione della rassegna Spello Splendens, con una rinnovata ed ampliata mostra “la capra che canta” su zampogne e cornamuse, con l’allestimento di una nuova sacra rappresentazione e con l’evento clou, il concerto dell’Ensemble Micrologus, dal titolo “Stella Splendens”, che quest’anno si svolgerà sul tema dei canti di pellegrinaggio al Monte Serrato (Spagna, XIII-XIV sec.) sul programma di un prezioso codice conservato nel santuario della Madonna Nera, tale è la statua lignea che la raffigura, al cui cospetto l’Ensemble Micrologus ha avuto il privilegio di registrare la sua seconda edizione del disco del Llibre Vermell, come appunto viene chiamato il codice, dal colore rosso vermiglio della sua rilegatura.

Fonte: Newgol.com

Dumbarton Oaks Medieval Library, un tris d’assi calato da Harvard

The Vulgate BibleHarvard fa tris di assi. Dopo la gloriosa Loeb, che pubblica dagli inizi del secolo scorso i testi classici greci e latini, e dopo I Tatti Renaissance Library, che si dedica alle opere del Rinascimento italiano, ecco ora la «Dumbarton Oaks Medieval Library».
I titoli delle due serie sono stati scelti con nobile nonchalance, I Tatti essendo la bellissima villa che Harvard ha ereditato da Bernard Berenson sulle colline di Firenze, Dumbarton Oaks il parco, museo, e caseggiati a Washington dove Harvard ospita studiosi da tutto il mondo. Sotto l’impeccabile direzione di Jan Ziolkowski la Medieval Library cura la pubblicazione dei libri che ci sono giunti dal Medioevo latino, germanico, romanzo, e bizantino. Ogni elegante volume rilegato presenta il testo originale, la traduzione inglese, una buona introduzione, apparato critico, bibliografia.
Non si poteva aprir meglio la serie che con un testo culturalmente e letterariamente fondante: la Bibbia Vulgata, il Pentateuco, di Gerolamo, accompagnata dalla versione inglese cattolica, uscita tra la fine del Cinquecento e i primi decenni del Seicento in Francia, la Bibbia di Douay-Rheims. È molto importante averle insieme, il latino e l’inglese a fronte, perché ogni frase della Douai-Rheims è una scelta teologica precisa dinanzi alle versioni protestanti e anglicane che nell’Inghilterra di Elisabetta e poi di Giacomo I reinterpretavano il testo biblico alla luce della Riforma. La Douai-Rheims è una Bibbia “romana”, che riprende dopo mille anni il linguaggio e la teologia della Vulgata di Gerolamo, ritenuta ispirata al pari dell’originale ebraico e della traduzione greca dei Settanta. Shakespeare, che ha generalmente seguito quella dei Vescovi, sembra appoggiarsi talvolta a essa, come anche a quella anglicana di Re Giacomo. Dante, di converso, aveva davanti agli occhi la Vulgata e riusciva a ri-scriverla mirabilmente nella Commedia, identificandosi con gli «scrittor de lo Spirito Santo» e con la «teodia» di David.
Con le liriche di Arundel e le poesie di Ugo d’Orléans, detto Primate, entriamo nel Medioevo latino: mille anni di letteratura generalmente trascurata o addirittura considerata minore e ripetitiva, che invece si rivela fecondissima e originale. Tra la fine dell’XI e la prima metà del XII secolo Ugo Primate è un tipico esempio di vagante, che si sposta continuamente fra Beauvais, Parigi, Amiens e Roma. Sempre pronto a cogliere e fissare nei suoi versi i momenti della sua e dell’altrui vita, gli amori, la tavola, l’odiata povertà, il gioco, la corruzione del clero. Colto, imbevuto di classicità, Ugo è dotato di uno humour e di una virulenta capacità satirica che gli hanno guadagnato un posto fra gli autori dei Carmina Burana. Della seconda metà del XII secolo sono invece le liriche di Arundel, fra cui alcune di Gualtieri di Chatillon e molte di quel diplomatico, tutore e segretario di re e regine che fu Pietro di Blois. Poeta soprattutto d’amore e virtuoso del verso al pari di Orazio.

Fonte: ilsole24ore